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Untitled Document LENTI A CONTATTO

Differenza tra lenti a contatto morbide e rigide
Le lenti a contatto morbide sono realizzate con un polimero idrogel della plastica, l'IdrossiEtilMetacrilato (HEMA), che ha un contenuto variabile di acqua (dal 38 al 70% ca.). Le dimensioni della lente sono comprese tra 13 mm e 14,5 mm. Lo spessore al centro parte da ca. 30 um

Le lenti a contatto rigide sono realizzate con un materiale rigido, il PoliMetilMetacrilato (PMMA). Questo materiale puo' essere combinato con altri tipi di materiali plastici, per aumentarne la permeabilita' all'ossigeno. Le dimensioni delle lenti variano dagli 8 ai 10 mm. Lo spessore al centro e' all'incirca di 100 um.

Tipi di lenti a contatto morbide
Le lenti a contatto morbide variano a seconda della correzione della rifrazione in base alla quale sono state prescritte, oppure in base alla geometria e al tipo di materiale.
I tipi principali di lenti a contatto comprendono:
Sferiche Potere da singola prescrizione a 360 gradi sulla circonferenza della lente.
Toriche Contengono tanto un componente sferico quanto un componente cilindrico per la correzione di prescrizioni che prevedono astigmatismo. Le lenti possono essere piu' spesse su un meridiano oppure avere profili di spessore modificati per consentire alla lente di mantenere il corretto orientamento sulla superficie oculare.

Disposable (Usa e getta)
Lenti a contatto sferiche o toriche che vengono realizzate per essere utilizzate per un certo periodo di tempo, ad esempio per una o due settimane o per un mese. Le lenti vengono generalmente vendute in confezioni blister combinate, ovvero in grado di coprire un periodo di 3 mesi, intendendo cosi' incoraggiare l'utilizzatore gettare le lenti alla fine del periodo indicato.

Ad utilizzo prolungato
Lenti realizzate in materiale ad elevato contenuto di acqua e/o con uno spessore centrale molto ridotto per consentire il massimo livello di passaggio dell'ossigeno. Le lenti possono essere tenute anche la notte o anche per un certo numero di giorni senza doverle rimuovere (vedere i commenti sulle complicanze per ulteriori informazioni).

Lenti bifocali
Realizzate con un'area di transizione per la visione da vicino.

Tipi di lenti a contatto rigide
Le lenti a contatto rigide variano anch'esse in base al materiale e alla geometria della forma della lente. Le lenti a contatto rigide forniscono una nuova superficie frontale all'occhio e contribuiscono ad eliminare l'astigmatismo, perche' la pellicola formata dalla secrezione lacrimale riempie il vuoto tra la lente e la cornea astigmatica.

PMMA (PoliMetil-Metacrilato)
Materiale originale utilizzato per la realizzazione delle lenti a contatto rigide.

RGP Rigide Gas Permeabili
Una combinazione di PMMA e di altri polimeri al fine di aumentare la permeabilita' all'ossigeno e di consentire un tempo di utilizzo piu' prolungato. Le lenti sono spesso di diametro maggiore rispetto a quelle realizzate in PMMA per aumentarne la comodita' di utilizzo.

Soluzioni utilizzate per la pulizia e la conservazione delle lenti a contatto
In generale tutte le lenti a contatto, di tipo morbido o rigido, necessitano di una apposita soluzione per la pulizia, la disinfezione e il risciacquo. Potrebbero anche essere necessari alcuni agenti enzimatici (solventi proteici) per ridurre i depositi di materiale proteico sulla superficie della lente.

Quesiti abituali per gli utilizzatori di lenti a contatto
Perche' devo pulire le mie lenti a contatto? La pulizia elimina i residui e i batteri che si depositano sulla superficie aderendo alla lente a contatto.

Perche' esiste un limite ai tempi di utilizzo delle lenti a contatto? La cornea, la parte trasparente dell'occhio, e' avascolare, ovvero sprovvista di vasi sanguigni: e' tale in quanto, in altro modo, non potrebbe trasmettere la luce senza distorsioni. Poiche' questo tessuto vivente e' sprovvisto di vasi sanguigni e' necessario che esso riceva ossigenazione dall'atmosfera. L'utilizzo di lenti a contatto interrompe il flusso dell'ossigeno alla cornea e a causa dei mutamenti nel pompaggio metabolico delle cellule corneali, il tessuto si ispessisce formando un edema. Le lenti a contatto vengono realizzate con materiali che permettono il massimo passaggio di ossigeno, ma questo non corrisponde ancora esattamente al 20.4% e quindi il tempo di utilizzo deve essere controllato al fine di ridurre la deprivazione di ossigenazione alla cornea.

E' possibile che la lente vada a finire dietro l'occhio? La risposta piu' rapida e': no. La congiuntiva, il tessuto che copre la parte bianca dell'occhio (la sclera) forma un cul-de-sac interno a partire dal bordo della cornea fino al margine della palpebra. A volte la lente a contatto, specialmente se si tratta di una lente morbida, puo' arrotolarsi ed essere difficilmente localizzata. Un professionista della terapia oculare sara' pero' in grado di localizzare la lente e di rimuoverla.

Come si puo' stabilire se si e' persa una lente? Coprendo l'altro occhio per stabilire se la visione e' ancora nitida per l'occhio dal quale ritenete di avere perso la lente. Se la visione e' annebbiata allora la probabilita' che la lente si sia spostata dalla cornea oppure che sia fuoriuscita dall'occhio e' maggiore.

Come si puo' stabilire se si e' messa la lente nell'occhio sbagliato? Controllando la visione di ciascun occhio occludendo alternativamente ciascun occhio con la propria mano. Se la visione non e' nitida, allora si proveranno a invertire le due lenti e poi si controllera' nuovamente la visione.

Come si puo' capire se la lente e' stata inserita con la parte interna rivolta verso l'esterno? Se la lente a contatto morbida si presenta nel modo corretto, appoggiandola sulla punta di un dito essa avra' la forma di un piatto liscio.

Come si fa a stabilire quando e' giunto il momento di gettare le lenti disposable? Le lenti non si autodistruggono automaticamente al termine del loro periodo di utilizzo. Le lenti dovrebbero essere gettate quando scade il loro termine di utilizzo, in base ai suggerimenti del professionista di terapia oculare. Il periodo di utilizzo e' stato deciso per ridurre al minimo la possibilita' di qualsiasi complicanza derivante dal fatto di portare le lenti a contatto, in modo da potere continuare a farlo!

Si possono conservare le lenti in acqua del rubinetto? La risposta piu' rapida e' - No! -. Esiste un certo numero di antipatici microrganismi, specialmente la acantoameba (sp), che amano cibarsi di tessuto corneale. Inoltre, il fatto di conservare le lenti in acqua fa fallire lo scopo dell'utilizzo di una soluzione disinfettante dato che la disinfezione non avviene, anzi, con tutta probabilita', la lente viene esposta alla contaminazioni di microrganismi potenzialmente ancora piu' pericolosi.

Si possono conservare le lenti all'asciutto? Per le lenti a contatto morbide, la risposta e' no! nel modo piu' assoluto. Se le lenti morbide vengono conservate all'asciutto prenderanno l'aspetto di specie di corn-flakes e quindi al primo tocco si sbricioleranno completamente. Le lenti a contatto rigide dovrebbero anch'esse essere conservate in una soluzione liquida disinfettante per ridurre la possibilita' di contaminazione delle lenti.

Quanto tempo e' necessario per adattare l'occhio alle nuove lenti? In generale le lenti morbide si portano per 2-4 ore il primo giorno e poi si aumentano i tempi di utilizzo di circa 2 ore al giorno, fino a raggiungere le 8 ore giornaliere. Il ritmo con il quale aumentare il tempo di utilizzo delle lenti e il massimo numero totale di ore di utilizzo da raggiungere dipendera' dai suggerimenti del professionista al quale vi sarete rivolti. Generalmente le lenti rigide si portano per 2-4 ore il primo giorno aumentando di 1 o 2 ore ogni giorno, fino a raggiungere le 8 ore di utilizzo giornaliero. Ancora una volta i ritmi e il numero massimo di ore di utilizzo delle lenti che potra' essere raggiunto dipendera' dalle caratteristiche individuali e dai suggerimenti dati dal professionista prescelto.

Perche' e' necessario utilizzare una soluzione di pulizia per i residui di proteine? Le lenti a contatto quando si trovano sull'occhio vengono esposte a condizioni ambientali complesse. La pellicola lacrimale contiene un certo numero di proteine tra loro differenti, che potenzialmente tendono ad aderire alla superficie della lente a contatto. Il deposito di proteine riduce la possibilita' di mantenere umida la superficie della lente a contatto e questo determina una certa untuosita' o un annebbiamento della visione. Una soluzione di pulizia specifica per le proteine, spesso costituita da un agente enzimatico, potra' contribuire a rendere meno possibile il fatto che le proteine possano depositarsi aderendo alla superficie della lente. Uno dei vantaggi delle lenti a contatto disposable e' quello di non necessitare l'utilizzo di soluzioni di pulizia per le proteine, in quanto le lenti vengono gettate prima che si possa formare un accumulo consistente di materiale proteico.

Si puo' utilizzare un collirio insieme alle lenti a contatto? In linea di principio, i colliri non vanno utilizzati in presenza di lenti a contatto, dato che le lenti possono assorbire il collirio e portare a un accumulo concentrato della sostanza. Esistono specifici lubrificanti per uso interno all'occhio, che molte aziende farmaceutiche producono e commercializzano per l'utilizzo in presenza di lenti a contatto. Qualsiasi dubbio riguardante il collirio prescelto va valutato con il proprio professionista di terapia oculare.

Come si puo' ovviare alla secchezza delle lenti a contatto? Si puo' tentare con un lubrificante per uso interno all'occhio. Ci puo' essere una certa secchezza in un ambiente di lavoro con aria condizionata. Se il problema persiste, e' consigliabile consultare un professionista. Rischi e benefici delle lenti a contatto Benefici: - si elimina l'utilizzo di occhiali; - si elimina lo scotoma da occhiali, ovvero la macchia scura dovuta ai bordi della montatura; vengono superati i problemi di ingrandimento tipici degli occhiali, - specialmente in presenza di notevoli differenze nelle lenti degli occhiali prescritte per ciascun occhio. Rischi: - edema corneale; - ulcere corneali; - congiuntivite indotta dall'utilizzo delle lenti a contatto.

Soluzioni saline preparate in modo casalingo - rischi Il rischio maggiore nella preparazione casalinga della propria soluzione salina e' rappresentato dall'acantoameba.

Riferimenti: Phares RE, Microbiology and Hygenic care of hydrophilic lenses (Microbiologia e cura igienica delle lenti idrofile), Contacto, 16 (3): 10-12, 1972.

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